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Insight Travel offre innumerevoli soluzioni di soggiorno in tutto il Salento. Scegli la libertà e il risparmio delle nostre case-vacanza oppure la comodità delle strutture ricettive da noi selezionate. In entrambi i casi saremo in grado di offrirvi la soluzione più in linea con le vostre esigenze. La nostra presenza costante sul territorio inoltre è garanzia di affidabilità ed efficienza, dalla prenotazione fino alla vostra partenza. 

 

insight consiglia:

 

Vogliamo mettere a vostra completa disposizione la nostra conoscenza del territorio e le nostre esperienze per farvi vivere una vacanza "insight" ovvero in profondità e non in maniera superficiale; a questo proposito vi segnaliamo:

  • Voglio una spiaggia o un lido attrezzato: Le Maldive - Marina di Pescoluse; Playa del Sol - T. Mozza; Lido Sabbioso - T. S. Giovanni; Baia dei Turchi - Lit. Otranto-Alimini; Spiaggia Azzurra - Alimini; Balnearea - Alimini; Atlantis - Otranto; Caicco (scogliera) - S. Cesarea T.; Elios – Gallipoli; Lido Pizzo – Gallipoli; Punta della Suina - Gallipoli; Lido Tabù – P.to Cesareo; T. dell'Orso – Marina di Melendugno.

  • Quanto vorrei una caletta tranquilla ed isolata: Roca - M. di Melendugno (scogliera); S. Andrea – M. di Melendugno (sabbia e scogliera); Insenatura Acquaviva – M. di Marittima (scogliera e ciotoli); P.to Miggiano – S. Cesarea T. (scogliera); M. di Novaglie (scogliera); P.to Selvaggio – Nardò (scogliera); Felloniche – S. Gregorio (sabbia e ciotoli); P.to Badisco sabbia e scogliera).

  • Ho voglia di mangiar bene: Gli Ulivi – Tricase (cucina tipica); Jolanda – Lucugnano (trattoria tipica); Il Villino – S. Cesarea T. (cucina di mare); Grotta del Conte – Castro (cucina di mare); Zio Tom – S. M. di Leuca (cucina di mare); I Rocci - Cocumola (cucina tipica, mare, pizzeria); Le Stanzìe - SP Supersano-Cutrofiano (cucina tipica).

  • Andiamo a ballare stasera?: Malè – S. Cesare T.; Guendalina – S. Cesare T.; Rio Bo – Gallipoli; Casablanca – Gallipoli; Quartiere Latino – Gallipoli; Blu Bay – Castro.

  • Che ne dite di un pub o di un locale sul mare?: Calaluna – M. di Andrano; Giro di Boa – Otranto; Lido Azzurro – S. M. di Leuca; Cafè del Mar – Otranto.

  • Oggi andiamo a visitare qualche bel borgo antico?: Lecce; Otranto; Gallipoli; Specchia; Galatina; Corigliano; Acaya; Copertino; Tricase; Giurdignano.

  • Facciamo un giro panoramico: In auto da S. M. di Leuca a Otranto o v.v., lungo la litoranea; Da Gallipoli a P.to Cesareo; La campagna Salentina.

  • A quale sagra si mangia stasera?: Sagra du porcu pri-pri - Montesardo; Sagra dei sapori antichi – Giuliano; Sagra dell'insalata grìka e della salsiccia – Martignano; Sagra della friseddhra – Acquarica; Sagra della pasta fatta a casa – Depressa; Mercatino del gusto – Maglie; Sagra della municeddhra – Cannole; Festa de lu mieru - Carpignano.

  • Musica in piazza: Festa della pizzica – Sternatia; La notte della Taranta – Festival itinerante nella Grecìa Salentina; La notte della Taranta concertone finale – Melpignano; Festa della birra – Martano; San Rocco – T. Paduli.

  • Vi va un'escursione in barca ?: contattateci per qualsiasi informazione e prenotazione.

  • Prima di partire facciamo un po' di shopping di artigianato locale: La cartapesta leccese, La pietra leccese, la terracotta, i cesti di giunco e i merletti.

  • Inoltre non lasciate il Salento senza prima aver: assaggiato una frisella con le mani, qualche riccio a P.to Badisco, la cotognata leccese, il caffè in ghiaccio, il pasticciotto, qualche gnommareddhru, i pezzetti di cavallo, un buon bicchiere di vino, ballato la pizzica in piazza, senza prima aver girovagato in lungo e in largo ed altro ancora che lasciamo alla vostra virtù di esploratori.

Per qualsiasi informazione in merito a date, luoghi o contatti vi invitiamo a contattarci.

Segnalateci eventi, locali, luoghi interessanti ed altro che ritenete importante per far meglio conoscere il SALENTO ai nostri Ospiti.

 

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perchè:

 

 Il sole, il mare, il vento. È la natura la prima cosa che colpisce arrivando in questo lembo di terra sospeso tra due mari. Il Salento ha il suo cuore nella provincia di Lecce e tocca parte di quella di Brindisi sull'Adriatico e di Taranto, sul mar Ionio. Ben presto si scoprono le città ed i paesi dell'entroterra gioielli di quello stile unico che è il barocco leccese e che recano le tracce dei Messapi e della Grecìa salentina, che conserva, nella lingua, nei canti e nelle feste l'antica cultura della Magna Grecia. Gli amanti del surf, del kite surf e del windsurf si ritrovano immancabilmente sulle lunghe spiagge di fronte ai laghi Alimini e gli appassionati del diving non hanno che l'imbarazzo della scelta tra i centri attrezzati e negli incantevoli fondali della costa ionica e di quella tra Otranto e Santa Maria di Leuca.

 

Barocco Leccese: lo stile barocco in Puglia si afferma durante la controriforma sulla spinta della volontà della chiesa di Roma di ostentare con magnificenza i propri simboli. Il Barocco di Lecce e di Nardò ha una sua propria connotazione che lo differenzia dallo stesso stile espresso in altre regioni. Le sue peculiarità originano dall'utilizzo della pietra leccese, dal colore ambrato e dall'impiego delle decorazioni a mascherare le strutture su cui sono applicate.

 

Grecìa Salentina: nel sud della Puglia, nel cuore del Salento, nove comuni si sono uniti tra di loro per salvare quello che rimane di una cultura antichissima come quella Grika. In questa regione del Salento difatti sopravvivono ancora le tracce della lingua Grika parlata fin dai tempi della Magnagrecia e dei monasteri Basiliani i cui monaci furono disperso per volere del papa dopo il concilio di Trento.

 

Natura e paesaggio: La costa del Salento è caratterizzata da una elevata variabilità dei paesaggi. Coste rocciose con piccole calette costituiscono il lungomare di Santa Cesarea che si contrappone a celebri grotte come quelle di Castro: la Grotta Romanelli uno fra i più importanti giacimenti preistorici italiani e la Grotta Zinzulusa, 'la perla delle grotte', cosiddetta dal termine dialettale 'zinzuli', stracci, con cui i pescatori chiamavano per similitudine le sue bellissime stalattiti e stalagmiti. Proteso per più di 150 chilometri tra i due mari che ne hanno modellato morfologia e storia, il Salento ha uno sviluppo costiero altamente suggestivo e incantevole.

La costa orientale (mare Adriatico): Chi volesse realizzare il circuito dei due mari, lungo poco più di 200 Km, dovrebbe partire da Casalabate, spiaggia non distante dall'Abbazia di Santa Maria di Cerrate (Squinzano), e lasciarsi condurre dalla costa bassa e sabbiosa verso sud, attraverso Torre Rinalda, Torre Chianca e Frigole, ombreggiate da lussureggianti pinete, fino a San Cataldo, con i resti della messapica Lupiae e del porto romano di Adriano, e poi proseguire lungo la panoramica Statale 611 fino alle Cesine, una delle più suggestive e interessanti zone umide d'Europa, protetta da una specifica Convenzione internazionale. La visita all'area, ricadente in territorio di Vernole, e ricca un tempo di paludi e di acquitrini, è consentita con la guida dei volontari del WWF e offre la possibilità di ammirare vari habitat naturali, dalle dune agli stagni salmastri, dai canneti ai boschi di lecci e di pini, fino al sottobosco di mirti, di lentischi e di ginestre, rifugio di numerose specie animali e vegetali e crocevia di transito per alcuni uccelli non stanziali. Da qui, direzione Otranto, superando i centri attrezzati balneari di San Foca, Roca Vecchia, Torre dell'Orso e Sant'Andrea, si trovano località ancora intatte e incontaminate, protette da basse pinete digradanti fino alle dune del mare, e scali-rifugio per gli amanti della vela e della nautica da diporto. Roca Vecchia è un abitato messapico sorto su un insediamento preistorico. Gli scavi hanno rimesso in luce i grossi blocchi di pietra della cinta muraria ed una necropoli con numerose tombe a forma rettangolare scavate nella roccia e corredo funerario del IV-III secolo a.C., soprattutto vasi apuli a figure rosse e trozzelle messapiche. I Laghi Alimini preannunciano Otranto. Sono due specchi d'acqua variamente salmastri, con risorgive dolci, che corrono paralleli lungo la costa, caratterizzati da vegetazione palustre e da fitti canneti che ospitano rarissime specie vegetali, come la carnivora erba vescica, le orchidee di palude e l'erica salentina. Oasi di protezione faunistica, i laghi sono meta di folaghe e di aironi cinerini. Otranto è tra le più emozionanti località di mare dell'intera provincia. Basterebbero per eleggerla tappa privilegiata del turista, in ogni stagione dell'anno, la sua storia portentosa, martoriata dall'ira memorabile dei saraceni che si lasciarono dietro un deserto di lacrime e di sangue, e le perle della sua archiettura civile, militare e religiosa, compendiate in un'atmosfera tutta levantina. Dalla Punta Palascia, l'estremità più orientale d'Italia, nelle giornate terse è possibile scorgere, al di là dello Stretto, le montagne e le coste dell'Albania. Otranto è il cuore bizantino, è la memoria saracena, è il mosaico della vita nella Cattedrale, è il portentoso bestiario di un monaco paziente che ad una ad una sistemò le tessere policrome della vita. Passare da qui è non essere più gli stessi. La litoranea che vi si dipana, verso Castro, è uno degli itinerari turistici più allettanti della regione, con dislivelli che superano a volte gli ottanta metri a picco sul mare, e il suo percorso, a serpentina, sembra progettato dalla natura per tenere desto l'interesse del viaggiatore in ricerca di nuove sensazioni. A mitigare l'asprezza della roccia, costantemente flagellata dai flutti, i devoziosi ulivi, che digradano dalle colline e dalle Serre fino a lambire, quasi, l'azzurra distesa del mare. Qui è tutto un precipitare vorticoso di storia, di natura e di leggende: dopo la Torre del Serpe, simbolo della città idruntina e metaforicamente insanguinata dai depositi di bauxite, Porto Badisco, fiordo in miniatura e santuario della preistoria, immerso tra oleandri e fichidindia; la sulfurea Santa Cesarea Terme, rinomata per le sorgenti idroterapiche delle sue quattro grotte e per il turismo termale. Dal suo Belvedere lo sguardo può perdersi fino alla diafana Leuca, in uno mosaico variopinto di costruzioni in stile moresco e mediterraneo i cui colori si stemperano nel verde fitto dei boschi e delle pinete e nel pastello tipico della macchia mediterranea.
Ai margini di questa splendida terrazza, le falesie a picco sul mare e le grandi grotte: «Romanelli» e «Zinzulusa», a riportarci indietro in tempi oscuri, magnifiche per l'habitat naturale e per lo scenario che fa loro da cornice. Tuffarsi in questo mare è una delle esperienze più esaltanti che il t
urista potrà ricordare, per la trasparenza delle acque e per la possibilità di accedere nei grandi templi della preistoria. Le domina Castro, dall'alto della Città Vecchia e del castello, al quale fanno da controcanto il porto e una delle insenature più affascinanti della regione, splendida al punto di meritarsi la Bandiera Blu della Comunità Europea per la purezza del mare. Mare altrettanto cristallino e attrezzato sulla costa di Andrano, famosa per la sua «Grotta Verde» dalle baluginanti stalattiti, altra Bandiera Blu europea, fino al litorale di Tricase, con il suo porto e il suggestivo, pescosissimo Canale del Rio, parallelo a Marina Serramorfo.jpg (60318 byte), dove i capricci dei giganti hanno creato fantastici precipizi della costa in mare. Non distante da questo la maestosa plurisecolare quercia Vallonea, la quercia dei «cento cavalieri», strepitoso monumento naturale introdotto dai monaci basiliani nel tredicesimo secolo e utilizzato dalle genti del luogo per la concia delle pelli.  Più in là, il Canale della Torre del Ricco a Corsano, l'azzurro promontorio di Novaglie (Gagliano del Capo), un altro orrido marino, il Canale del Ciolo con l'omonima grotta preistorica e ponte panoramico, e le grotte spettacolari per luci e bagliori delle Bocche di Terrarico, a Gagliano del Capo.  

 

La costa occidentale (mar Ionio): Doppiata Punta Ristola, il paesaggio cambia sensibilmente. Alla costa alta e selvaggia, subentrano scogliere più basse e distese di sabbia, terre rosse e vigne, interrotte da torri cinquecentesche e da spiagge attrezzate e fortemente antropizzate con strutture ricettive e villaggi turistici. Storie di barbaresche incursioni danno il nome alle singole località: Torre dell'Omo Morto e Torre Marchiello (Castrignano del Capo), Torre Vado (Morciano di Leuca), Torre Pali (Salve), Torre Mozza e Torre San Giovanni (Ugento), Torre Suda (Racale), centri balneari e sedi del turismo invernale, che hanno saputo coniugare le bellezze naturali con le emergenze storiche e culturali dell'entroterra, facendo di questo lembo di penisola un formidabile apparato turistico da vivere pienamente in ogni stagione dell'anno.
Di particolare interesse, per i naturalisti, in questo tratto di costa, i bacini di Ugento, che rappresentano un'altra straordinaria riserva naturale, zona umida caratterizzata dall'habitat palustre di giunchi e canne (che vanno ad alimentare una delle  attività più tipiche dell'artigianato salentino) e dal transito di splendidi uccelli come i cigni reali.
«Paiare» e muretti a secco punteggiano la costa finché lo Ionio non svela in tutto il suo splendore Gallipoli, la città «bella» («kalè polis», in greco), apparentemente un?isola nel mare, con le cupole abbaglianti delle sue chiese. Giustamente famosa, Gallipoli è, con Lecce, con Otranto e con Leuca, una delle meraviglie del Mediterraneo e merita una sosta prolungata.
Il borgo medioevale, i vicoli tortuosi e stretti che irrompono fin dentro le case, i bastioni, il castello, le chiese, la fontana greca rimaneggiata in epoca rinascimentale, i palazzi baronali rappresentano un'attrazione che raramente una città può dare e rendono altamente istruttiva una vacanza consumata nell'abbraccio caldo della sua ospitalità. E poi il bianco delle sue case, il bianco che abbaglia, su cui si staccano i giardini fioriti ai balconi e alle finestre, come in una corte lusitana, e poi i profumi del mare, la sua gente cotta dal sole e da venti di bufera e di sale. Al mare guardano la chiesa di San Francesco d'Assisi, con il suo «Malladrone», l'orrida bellezza di memoria dannunziana, e la «Purità» degli scaricatori di porto, quasi a voler ricordare la debole misura della quotidianità di fronte alle meraviglie del Creato.
Lido Conchiglie, una distesa di dune, la spettacolare Montagna Spaccata, ed è subito la riviera di Nardò: Santa Maria al Bagno, già famosa per le sue terme e per il porto romano, ridente località balnerare, e Santa Caterina, protetta dalla «Torre dell'Alto» che la domina dal «dirupo della Dannata» e dall'omonima torre del XVII secolo. Notevole in questa zona il Parco naturalistico di Portoselvaggio, con la Grotta del Capelvenere e la Grotta di Uluzzo, mentre invitanti e trasparenti sono le acque della Baia di Uluzzo, con gli archivi della preistoria nelle grotte del Cavallo e di Uluzzo. Un cenno a parte merita la «Palude del Capitano», pozzi e anfratti carsici dove i profumi delle tamerici, della salvia, dei giunchi spinosi e della flora mediterranea si fondono con i colori intensi delle acque risorgive del mare, offrendo l'ambiente ideale per molte specie animali. A ricordarci tempi di perenni allarmi e di incursioni, ecco ancora una volta di scena le torri. Da Torre Inserraglio, Torre Sant'Isidoro e Torre Squillace, sempre in territorio neretino, alla superba Torre Porto Cesareo e a Torre Chianca (Porto Cesareo), la costa segue un andamento nodoso, intercalata da calette e piccole insenature con acque purissime. Porto Cesareo, già centro basiliano, è oggi un notevolissimo centro turistico, con 17 chilometri di spiagge attrezzate guardate a vista da un arcipelago di isolotti, il più noto dei quali è l'Isola dei Conigli. (www.pugliaturismo.com).

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